lunedì 12 ottobre 2009

Il nuovo spot Vodafone: cosa ne pensano i clienti.

È di questi ultimi giorni l'onair del nuovo spot Vodafone.




Ed è di sabato scorso questa DEM che io e tutti gli altri clienti abbiamo ricevuto.



Trovo molto interessante la trasformazione del payoff da "Life is now" a "Power to you" non solo perché coglie in pieno le mutazioni in corso in questo periodo, ma anche perché non rimane solo un insieme di vaghe aspirazioni, ma si concretizza e trova riscontro in una serie di iniziative online che dimostrano la reale volontà di apertura dell'operatore di telefonia.

Cliccando sulla DEM si viene condotti al post del blog nel quale lo spot viene mostrato in anteprima. Nei 278 commenti però, si legge tutta l'incompatibilità tra un mondo e un modo di comunicazione tradizionale (rappresentato dallo spot) e quello del web , in cui un coro di persone che chiedono:
"POCA PUBBLICITA’ e PIU’ OFFERTE!!!!!!!!" (cit.)

Quello che i consumatori vogliono è chiarezza, trasparenza e concretezza. A Vodafone va attribuito il merito di aver aperto un luogo aperto di ascolto e dialogo, cosa che raramente un operatore di TLC può permettersi di fare. Ora probabilmente serve un fine tuning che permetta di far convivere esigenze diverse e diverse modalità di comunicazione per rispondere in maniera concreta alle aspettative di un pubblico ormai cambiato radicalmente.

D'altra parte: ipse dixit ;)

Ogni cosa è commentabile, che lo vogliate o no. Per esempio, pensate se il vostro payoff fosse commentabile: cosa ci scriverebbero sotto le persone? Tenetevi forte: lo è.

[From Tesi numero 19]

giovedì 1 ottobre 2009

Un appello: basta UGC

Stamattina ho ricevuto questa DEM.


Leggo il testo:
"Iscriviti al concorso e carica la tua immagine, puoi vincere un viaggio nella tua città preferita"
E penso: mandare una foto a Garnier Pure? ma che tipo di foto? Non vorranno mica le foto dei miei brufoli? Incuriosita "clicco li per saperne di più" e mi ritrovo in questo mini sito, rigorosamente in flash.


Istruzioni su cosa debba fare, non ne trovo. Scopro solo dopo attenta osservazione che quello che mi si richiede è di mettere la mia faccia su un finto manifesto scegliando tra varie location. Quella che riceverà più voti da parte della "community" vincerà il viaggio nella città selezionata.

Tralasciando il fatto che trovo che l'iniziativa non dia assolutamente niente a noi poveri consumatori, mi chiedo: cosa dà al brand? Qualcuno ha voglia di spiegarmelo?

Un appello a tutte le agenzie di pubblicità e ai reparti marketing. Vi prego, fatevi passare la mania dell'user-generated content gratuito.


mercoledì 2 settembre 2009

Invio di campioni gratuiti di prodotto attraverso Facebook

In questi giorni in cui Facebook è al centro dell'attenzione, apprendo che Facebook pare stia testando la possibilità di creare un tipo di pubblicità con una call for action diversa dalla tradizionale "Become a fan". Il nuovo formato offre all'utente la possibilità di ricevere un test di prodotto gratuito ed appare così:



Cliccando si richiede la compilazione di un form e la notizia può essere pubblicata sul News Feed e condivisa con gli amici, aplificando la visibilità dell'annuncio.


Questo dà la possibilità all'azienda di inviare a casa del cliente un voucher per recarsi in negozio a provare un prodotto (immagino sia così almeno nel caso del panino!) e altri materiali promozionali come i campioni di prodotto.

Parlando di "chi vende Facebook alle aziende" credo si possa tranquillamente affermare che Facebook se la cava bene anche da solo ;)

fonte: mashable
image credit: Matt Zarzecki

venerdì 24 luglio 2009

Mandarina Duck e i social media: il ritorno (?)

Ho seguito da lontano ma con una certa ammirazione Duck Side, il corporate blog di Mandarina Duck, e ho colto con stupore la notizia della sua sospensione nel gennaio di quest'anno.


Ieri mi è arrivata la consueta newsletter aziendale che però, stavolta appare molto diversa dal solito.

E così ecco di nuovo il brand che struttura la sua presenza, questa volta su canali diversi. La immancabile pagina fan su Facebook che ad ora conta 260 fan.


E il profilo su Twitter, che ora ha 148 followers.


Quello che appare immediatamente è una scelta strategica radicalmente riversa da quella alla base della nascita del blog. Non si tratta di una presenza istituzionale dell'azienda, ma piuttosto di un prolungamento dello shop online. Tanto è vero che la pagina su Facebook non è la pagina di Mandarina Duck ma "Official Mandarina Duck E-Shop".

Infatti nella descrizione di Twitter si legge:

"Fresh Duck Tweets on MD world; register and get 10% off on your 1st order! for all orders above €150/£130 free standard shipment"

E infatti il messaggio privato che si riceve se si fa un reply a Mandarina Duck è:


Sincronizzato con questo periodo di saldi.
Ma Twitter e Facebook faranno vendere più prodotti?


[Per un approfondimento che credo significativo vi consiglio di leggere questo post di gluca che ospita le riflessioni di Alessandro Leoni, manager e ex corporate blogger di Mandarina Duck]

venerdì 17 luglio 2009

Come aumentare esponenzialmente la popolarità di una pagina Facebook: la lezione di Lenny Kravitz


Lo scorso fine settimana ho passato due giorni meravigliosi a Lucca. La scusa? godermi il concerto di Lenny Kravitz al Lucca Summer Festival.

Il concerto è stato fantastico ma l'episodio che mi ha conquistata si è svolto a circa metà della serata. Lo spettacolo si interrompe.

Lenny scende dal palco e si concede 10 minuti buoni tra le persone nelle prime file, accalcate sulle transenne facendo in prima persona tantissime fotografie ai suoi fan.
Quando risale sul palco promette a tutti che le foto saranno sulla sua pagina Facebook.

Il pubblico ride ma in effetti, tornati a casa, come resistere alla tentazione di andare a curiosare? E così eccomi di nuovo fan di Lenny, questa volta sul faccialibro, a perdermi tra le persone che hanno ballato durante il suo tour.



Non a caso la pagina ha 756.354 fans. Vedere le persone taggarsi, leggere cose come "919 people like this." e "View 963 comments" è semplicemente commovente.

giovedì 4 giugno 2009

I social media nella crisis communications: il caso General Motors



Ok, forse definirlo un caso di "crisis communications" è un eufemismo. GM, come sappiamo, ha perso lost quasi $82miliardi negli ultimi 4 anni.

Però, l'operazione GM Reinvention ben si inserisce nel quadro di fiducia ed onestà che l'azienda è riuscita a costruire nel tempo attraverso i social media.
Già a partire da questo video il brand dimostra di essere il più sincero possibile sulla propria situazione e su cosa fare in seguito.






Ma se GM non avesse costruito una reputazione solida attraverso il sapiente uso dei social media, semplicemente questo sforzo non sarebbe valso a nulla. Sicuramente non risolveranno i problemi finanziari dell'azienda, ma i SM in quest'occasione forniscono una linea di comunicazione diretta con il pubblico e gli influencer, in questo momento di difficoltà mentre si prepara a ricostruire.

Fonte: Strategic Public Relations

martedì 2 giugno 2009

La nuova campagna Louis Vuitton

"Some journeys change mankind forever. First step June 3rd"

Continua la campagna Louis Vuitton dedicata al tema del viaggio. Protagonisti di questo ultimo capitolo della saga sono gli astronauti Buzz Aldrin, Sally Ride e Jim Lovell.

Aldrin ha passeggiato sulla luna nel 1969. Ora, assieme ai suoi compagni, appare nella foto scattata da Annie Leibovitz per questa campagna firmata Ogilvy & Mather, che celebra il 40° anniversario della missione dell' Apollo11. Ovviamente, non manca il sito web louisvuittonjourneys.com.

Evidentemente, a giudicare dall'età dei testimonial in questo caso come in quelli passati, il pubblico che più interessa al brand non è esattamente giovanissimo. Però, io trovo che questi scatti riescano davvero ad accompagnarci lontano.

fonte: AdFreak

Utilizzare Twitter per creare un livestream


Gli hashtags sono una cosa meravigliosa, ma non è sempre facile tracciare il flusso della conversazione solo attraverso il Twitter search.

Ecco perchè è interessante questo nuovo servizione che ho scoperto su questo post su Mashable: sia chiama fTag.

Come funziona?

L'hashtag viene rimpiazzato con un “ftag” (una parola preceduta dall'underscore) e raccoglie tutte le twittate che contengono quel tag in un unico stream sul sito. Inoltre, permette di contribuire allo streaming direttamente dalla pagine in questione. In questo modo è possibile creare dei gruppi o delle pagine, come su Facebook. Volete vedere un esempio? Questo è lo streaming di Mashable, appunto.

Interessante no? Chissà se Twitter un giorno integrerà questa possibilità direttamente all'interno della piattaforma.

sabato 30 maggio 2009

Gli amici sono i fratelli che ti scegli

Come sapete, non sono certo tipa da facili sentimentalismi. Ma questo ha commosso anche me. Sarò un po' psicolabile in questo periodo!




giovedì 28 maggio 2009

Twitter Advertgames

L'altra sera, a Fuck the crisis tra un cocktail e l'altro (non fatevi mai consigliare cosa bere da Markettara) Massimo mi raccontava come spesso avere un planner interno all'agenzia di pubblicità sia stimolante per la creatività.

Ora che gli spazi, gli strumenti si moltiplicano anche la creatività può trovare nuove forme. E' il caso degli (adver)games su Twitter. Il caso più recente è quello di Sony che, per promuovere il suo nuovo film su Terminator ha creato un gioco basato proprio sulla piattaforma di Twitter.



Per giocare bisogna registrarsi sul sito ufficiale del film: resistance2018 e seguire le twittate di @resistance2018. Dopodichè, occorre rispondere più velocemente possibile (comunque, non superando il tempo massimo di 2 ore) le soluzioni ai quesiti che vengono posti, utilizzando come hashtags @resistance2018. Infine, il followers riceve attraverso un messaggio diretto il numero di punti che ha totalizzato.

Risultato? ad oggi i followers sono quasi 3.000.



EA Mobile, ha iniziato a giocare a battaglia navale con i suoi followers che sono 2.500.
In questo caso vorrei anche far notare a tutte le aziende spaventate dall'esporsi in modo troppo personale la descrizione e i dettagli del profilo:
Io penso che, se proprio dobbiamo trovare i nostri Social Media preferiti pieni di aziende almeno ci dicano qualcosa di interessante oppure ci facciano divertire, come d'altronde cercano di fare su tutti gli altri spazi a loro disposizione.

I giochi su Twitter (non usati per finalità commerciali o pubblicitari) sono comunque tanti altri: leggete i post di Mashable e TweetFreak e buon divertimento.

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