Stress no stress o my stress
Mi arriva segnalazione di questa campagna virale realizzata da Saatchi & Saatchi per la regione Valle d'Aosta.
Tutto parte dai due video su Youtube che vedete qui sotto, e si concentra in questa piattaforma che si definisce user generated content, ma altro non è che un concorso: a chi fornisce la più divertente testimonianza di stress (in formato testo, video foto, audio) si aggiudica una vacanza in Valle D’Aosta.
Devo essere sincera: a me i due video piacciono, mi fanno sorridere, mi divertono, davvero niente da dire, Saatchi non sbaglia, ma sulla seconda parte dell'operazione ho delle perplessità. Mi sembra un po' a senso unico: perchè gli utenti dovrebbero popolare questa piattaforma sponsorizzata Valle D'Aosta? Solo per dare sfoggio di creatività? Mi sembrerebbe piuttosto pretenzioso viste le infinite possibilità che offre la rete. Oppure per i fantastici quanto inarrivabili premi offerti? (wow, addirittura una vacanza al primo classificato e 70 magliette come secondo premio...). Il web ha dato voce agli utenti, ma questo non significa che sia una un pozzo senza fondo di contenuti per le aziende.
Voi cosa ne pensate?
Qualcuno da Saatchi magari ha voglia di rispondermi?
Tutto parte dai due video su Youtube che vedete qui sotto, e si concentra in questa piattaforma che si definisce user generated content, ma altro non è che un concorso: a chi fornisce la più divertente testimonianza di stress (in formato testo, video foto, audio) si aggiudica una vacanza in Valle D’Aosta.
Devo essere sincera: a me i due video piacciono, mi fanno sorridere, mi divertono, davvero niente da dire, Saatchi non sbaglia, ma sulla seconda parte dell'operazione ho delle perplessità. Mi sembra un po' a senso unico: perchè gli utenti dovrebbero popolare questa piattaforma sponsorizzata Valle D'Aosta? Solo per dare sfoggio di creatività? Mi sembrerebbe piuttosto pretenzioso viste le infinite possibilità che offre la rete. Oppure per i fantastici quanto inarrivabili premi offerti? (wow, addirittura una vacanza al primo classificato e 70 magliette come secondo premio...). Il web ha dato voce agli utenti, ma questo non significa che sia una un pozzo senza fondo di contenuti per le aziende.
Voi cosa ne pensate?
Qualcuno da Saatchi magari ha voglia di rispondermi?
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29 commenti:
Mi è arrivata questa replica via mail. La pubblico senza firma, per rispetto di chi evidentemente non aveva voglia di commentare in pubblico:
Ecco il mio punto di vista. Il My Stress Awards è un contest on line che
offre
agli utenti la possibilità di raccontare le proprie forme di stress
quotidiano,
con l'incentivo di un premio che sono gli utenti stessi
ad attribuirsi, con il meccanismo del voto. Per questo non definirei il
progetto
"pretenzioso" o "a senso unico" e nemmeno il premio "inarrivabile".
Nessuna pretesa, solo la possibilità di "giocare" con
il brand Valle D'Aosta, che risente ancora troppo di stereotipi turistici.
Accettando di sviluppare il progetto, la Valle D'Aosta ha dimostrato a mio
parere
un approccio moderno con il mezzo internet, soprattutto se posta in
relazione
con gli altri competitor, vale a dire le altre regioni italiane, ancora
troppo legate
a vecchi modelli di comunicazione. Aggiungo anche che l'operazione sta
avendo
un discreto successo: in pochi giorni di on line, mystress.it ha già più di
100 iscritti
e i video virali hanno già raggiunto 50.000 view solo su youtube, senza
contare le
altre piattaforme. Forse gli utenti non lo ritengono poi così tanto "senza
fondo di contenuti".
Spero di aver risposto alle vostre osservazioni.
Grazie e buon blog.
bè! Io dico semplciemnte che l'azienda innquestione non è novellina in sbandate (ricodi la gaf con twingo per il tribale?).
Vabbè! Critiche gratuite a apparte (datoc he pagherei io per lavorare con loro), secondo me la campagna tira, proprio eprchè è algata al Brand regione, è una grand enovita,s emnza contare che si potrebbero utilizzare come Byzzer tutti i distributori "vacanzierio d'Italia" senza contare che sicuramente tale azienda avrà i suoi buoni stagistelli as spargere buzz su tutta la rete. La rete offre grandi possiblità, ma è anche dispersiva è per questo che conta dippiù un'ottima organizzazione che un'idea brillante...
Scusa, ma sono un aspirante strategic planner :p.
A presto..Do
Al mio commentatore anonimo vorrei solamente far notare che è troppo facile guadagnare views e commenti su YouTube postando il video come risposta a questo:
http://www.youtube.com/watch?v=R6RmBIHMBZw
che tra l'altro non mi pare molto in linea con i valori di regione Valle D'Aosta, o sbaglio?
Sono il copy che ha lavorato alla campagna, provo a rispondere ai vostri interessanti commenti, punto per punto.
1) La sbandata di Twingo non la ricordo. E forse non lavoravo ancora per Saatchi. Ma laddove vi sia un'azienda, lì vi saranno delle sbandate. Le aziende sono fatte da uomini; gli uomini sbagliano; le aziende sbagliano. Un sillogismo da quattro soldi, ma autentico. Dovrebbero scrivere un manuale degli errori di marketing, così forse le aziende riuscirebbero ad evitarne alcuni.
2)Purtroppo l'azienda non ha "i suoi bravi stagistelli" che facciano seeding on line, perchè il budget della campagna era davvero piccolo e non potevamo permetterci neanche quelli. Perciò se la campagna ha un qualche successo, si tratta di un successo praticamente spontaneo, mouth to mouth. Da creativo, dico a Domerasmus che l'organizzazione è senza dubbio importante. Ma che sono le idee brillanti a fare la storia, senza in alcun modo voler sostenere che la mia lo sia stata. Ripeto: è una piccola campagna, fatta con pochi soldi e molto divertimento.
3) A Elisondo dico che i video response di Youtube non sono altro che tentativi di dare alla campagna la maggiore visibilità possibile, proprio in mancanza di una pianificazione che non potevamo permetterci. Nel postarli, con il poco tempo che abbiamo fra un lavoro e l'altro, non stiamo a valutare i video "in linea con i valori della regione", ma semplicemente quelli più visti. E' un'esigenza molto pragmatica.
Se tu fossi l'autore di un disco, credo che preferiresti che i tuoi brani venissero ascoltati da quante più persone possibili, non solo da quelle "in linea con i tuoi valori", giusto? Spero di aver risposto ai vostri commenti. Grazie della discussione, siete delle gatte come al solito graffianti.
Grazie Ant per la risposta :)
Non so a cosa si riferisse Domerasmus (tra l'altro non penso che Twingo sia di Saatchi) per cui parlo solo del punto 4.
Ant, secondo me, dipende da cosa vuoi ottenere.
Se vuoi aumentare il turismo in Valle D'Aosta (o anche solo attirare l'attenzione sulla tua piattaforma UGC) non penso basti sperare che il video lo veda "il maggior numero di persone possibili", se poi a queste persone non frega nulla e sono in America a guardarsi le donnine svestite.
Se invece l'obiettivo è avere un alto numero di views da citare con il cliente, allora avete fatto benissimo, condivido la vostra scelta.
Quanto all'idea che lo abbiate fatto con ingenuità e senza farci troppo caso, perdonami, ma mi rifiuto di crederci ;)
No, Twingo non è di Saatchi.
No, non basta sperare che i video siano visti il più possibile. Ma naturalmente aiuta, non credi? Vedi il video, vedi un link, vedi il link. Noi confidiamo che questo meccanismo si verifichi sempre. Tutto qua.
Sì, l'obiettivo è attirare le persone sul sito; sì, l'obiettivo è aumentare il turismo in val d'aosta; sì, l'obiettivo è fare una campagna di successo da consegnare al cliente. Non credo che un obiettivo escluda l'altro.
Sei libera di non crederci, ma abbiamo visto i video con più views e abbiamo postato i response al volo. E, guarda caso, i video più visti sono quelli con le donnine.
Sì Ant,
ma YouTube non è Rai1.
Non è che prendi la trasmissione con l'audience più alta e pianifichi lì...
Infatti, i video sono "pianificati" anche su metacafè, google video, daily motion, ecc.
;-)
Uhm, e quindi?
Forse mi sono espressa male: io intendevo dire che il web ti dà la possibilità di andare a cercarti le persone a cui davvero può interessare il tuo prodotto, non come in tv in cui comunque in una certa misura ti tocca "sparare nel mucchio" non so se mi spiego...e dubito che a quelli che vi hanno lasciato un commento, almeno su YouTube, fossero interessati a voi ^^"
Non capisco quale sia il dubbio: se uno guarda il tuo video e lascia anche un commento, si suppone che sia interessato. Magari anche ad approfondire andando sul sito.
Poi ripeto, per fare un'attività di seeding e posting specifico ci voleva un budget che non avevamo.
Io credo che gli utenti youtube siano perfettamente in target con la nostra operazione, quindi perchè non postare il video lì?
Continuiamo a non capirci.
Il problema non è affatto YouTube.
E' il fatto di mettere il video come reply a un video sexy che è un espediente per aumentare le views indiscriminatamente!
Li hai letti i commenti?
Ti sembrano interessati alla Valle D'Aosta? Avranno "approfondito"?
EDDDàààài...
Ok. Ma se anche se aumentano le views "indiscriminatamente", che problema c'è? Più viewers ci sono e più alte sono le possibilità che il sito sia visitato. Tu ne fai una questione etica?
Perdonami, è come dire che più persone vedono uno spot, più aumentano le possibilità che in mezzo a quelle persone ce ne siano alcune interessate ad acquistare il prodotto. Non ti pare?
No, Ant, nessun questione etica, figurati! Ma, per tenere buono il tuo paragone, è un po' come mettere uno spot di playboy in mezzo a un programma per bambini! Dubito che andranno a comprare il giornale...
Non sono d'accordo. Ok, la pianificazione è importante. E visto che vuoi fare la planner, capisco anche il fervore con il quale ne difendi l'impoprtanza. Tuttavia si tratta di una difesa piuttosto accademica. Nella sostanza, qualunque video virale viene postato su youtube e qualunque video virale usa i response per cercare di incrementare le views.
Qual è il problema? Oltre tutto trovo strategicamente corretto linkare un video come il nostro, dove ci sono delle ragazze che si spogliano, ad altri video di questo genere. Questo fa aumentare le possibilità che il video si diffonda quantomeno fra gli utenti che amano quel tipo di video.
i virali sono buoni... e sui virali il sesso tira..seeding o non seeding sarebbe stato un successo. Se guardi l'altro invece.. Per quanto mi riguarda credo dipenda molto anche dal cliente cosa vuole. Sicuramente la maggiorparte delle persone che ha visto il primo virale è andato sul sito mystress aspettandosi chissà cosa.. Le visite si saranno innalzate! Magari però pochi si saranno iscritti. Ben venga..
Allora secondo me bisogna distinguere:
La percentuale tra numero di visite al sito e gli iscritti sarà sicuramente bassissima.. Ma sicuramente il maggior numero di iscritti sarà arrivato da chi ha visto il primo video e non il secondo..
Vorrà dire che in valle d'aosta ci andranno flotte di allupati..
idea carina :)
Grazie per il complimentino. Poi detto da un account, vale doppio :-)
Ho visto anche il tuo blog, anche lui merita lo stesso aggettivo.
Volevo rispondere a Vir. Non so dirti quale sia la percentuale di utenti che si è iscritta al concorso, dopo aver visto i video, ma di fatto, in pochi giorni di on line, l'operazione conta già più di 200 amici (una grande soddisfazione, nella mia piccola vita di creativo).
Il target dell'operazione è piuttosto eterogeneo (studenti, professionisti di età più matura, snowboarder, amanti della neve di altro genere, ecc.), quindi trovo anche coerente una diffusione eterogenea dei video. Se poi il risultato è che in valle d'aosta ci andranno "flotte di allupati" come dici tu, non credo che ai democratici albergatori valdostani la cosa possa dispiacere :-)
Tutti o per lo meno molti (single), vanno in vacanza anche un po' allupati per rimorchiare...
Ant,
non c'è verso: si vede che parliamo proprio due lingue diverse.
Penso che sulla vostra buona fede, parli anche questo...
I due video sono eccezionali :)
.:.
Allora se posso faccio un intervento sul seeding. Viral Manager fa una differenza tra il seeding guerrilla e il seeding targhettizzato, intendendo come primo l'inserimento di video in portaloni con grande numero di utenti, spesso però non affini alla campagna nè a target. così si fanno grandi numeri, ma che di fatto servono a poco a raggiungere gli obiettivi. al contrario un seeding mirato, fatto con una accurata seeding strategy, serve a raggiungere i "pochi ma buoni", ovvero i veri interessati al messaggio con una probabibilità maggiore che si trasformino in clienti potenziali. Il seeding è in fase sperimentale, ma esistono già agenzie specializzate. Per chi non lo conoscesse ancora in italia opera già Viral Beat. Noi ninja lo usiamo e ne siamo partner. ciao a tutti e buona viralità anche alle gatte
Ciao Master Ninja!
Grazie per la visita e per il commento. Quanto al seeding capisco la distinzione ma non mi è molto chiaro a cosa serva quello che definisci "seeding guerrilla". Capisco la logica dei grandi numeri, ma la trovo più legata ad altri media piuttosto che a internet dove mi sembra un po' "sprecata".
"Il web ha dato voce agli utenti, ma questo non significa che sia una un pozzo senza fondo di contenuti per le aziende."
è vero, non è detto.
quindi bisogna provarci ogni volta e vedere quello che succede.
per il resto, una cosa è certa: i creativi si sono divertiti, quindi è un ottimo lavoro.
Ricca
NB Al prossimo casting "fotocopiatrice", tenetemi in conto!
Sono d'accordo.
Anche io li trovo carini e divertenti, non vorrei che tutta la discussione che ne è seguita avesse finito per far pensare il contrario :)
Ciao, sono contento che il progetto valle d'aosta sia degno di tanto interesse. Mi piacerebbe però riportare la vostra attenzione su due aspetti troppo sottovalutati. Si tratta di una campagna nata da un budget davvero piccolo e con delle aspettative altrattanto piccole. E' qualcosa che abbiamo fatto soprattutto per divertirci e per sperimentare, con il supporto di un cliente intelligente (merce piuttosto rara di questi tempi). E quando sperimenti, qualcosa può funzionare e qualcosa meno. L'inventore della polvere da sparo saltò in aria nel suo laboratorio :-)
Il progetto, come voi stessi avete notato, nasce con evidenti limiti di pianificazione e con alcune pecche strategiche delle quali siamo assolutamente consapevoli. Se è riuscito a fare dei "numeri", cì è riusciuto al di là delle nostre attese. Abbiamo optato per un "seeding di guerrilla" - tanto per usare un'espressione di master ninja - per il semplice fatto che il seeding è stato fatto da noi autori stessi, nei rarissimi ritagli di tempo che la vita del pubblicitario offre. Per questi motivi, se ci sono stati - e ci sono stati - degli errori in questa fase, è perchè di mestiere non facciamo i "seeder" ma i "copywriter". In fase di elaborazione strategica abbiamo anche contattato viral beat, ma i problemi di budget che dicevo sopra non ci hanno permesso di avvalerci della loro professionalità.
Siamo assolutamente consapevoli dei limiti della campagna, ma ne stiamo facendo tesoro. La logica dei "grandi numeri" - sperando in ogni caso che il progetto possa raggiungerli -, non hanno mai fatto parte della nostra visione del mezzo internet, ma saranno senza dubbio utili per spiegare in futuro al cliente che serve un budget in più per trasformare i "grandi numeri" in "numeri utili", cioè trasformare i tanti click, in click mirati. Forse è questa la vera sfida del web 2.0, non so.
Vi ringrazio tutti per i vostri commenti sempre molto interessanti e approfitto di questo post per complimentarmi con le Gatte che si sono aggiudicate il Blog Awards. Brave!
Ciao, Ant
GUARDATE COME E' ANDATO A FINIRE QUESTA SPECIE DI CONCORSO...
Dal quotidiano AOSTA OGGI...
Ne avete pubblicato la notizia. Ecco come sta andando a finire....
Web
Polemiche per il concorso “My stress” promosso dalla Regione
Aosta - Sotto accusa la campagna “My Stress Awards”, promossa dalla Saatchi & Saatchi. I vincitori del concorso sono stati 57, ne erano previsti 72. Oltre 600 partecipanti all’iniziativa sono stati squalificati. Scia di polemiche sull’alterazione di voti .
“Doveva costituire una delle azioni promozionali di punta per la stagione turistica valdostana. Invece la campagna “My Stress Awards”, promossa dalla Saatchi & Saatchi, l'agenzia che cura l’immagine della Valle d'Aosta, sta lasciando una scia di polemiche. Rischiando, addirittura, di finire in tribunale”. Comincia così una nota inviata a firma di Maria Di Saverio, a nome di un gruppo allargato di partecipanti al concorso in questione, nella quale si evidenzia e polemizza sul mal funzionamento dell’iniziativa e sul rispettivo risultato finale che scontenta centinaia di partecipanti premiandone 57 rispetto ai 72 previsti dal concorso.
L’Assessorato regionale al Turismo aveva lanciato sul web una campagna promozionale dal titolo “My Stress Awards”, dal 1° ottobre al 31 dicembre 2007. Il debutto aveva ottenuto un ottimo riscontro di pubblico, con oltre 180.000 visite dal giorno della pubblicazione. “Dimostraci di aver bisogno di una vacanza. Te ne regaliamo una in Valle d’Aosta”. Questo era l’invito che Saatchi & Saatchi, l’agenzia che cura la pubblicità per la Regione Valle d’Aosta in Italia. I partecipanti dovevano inviare testimonianze fotografiche, video e altro, sul tema dello stress. Le stesse poi venivano votate dai navigatori della Rete. In palio per i 72 vincitori c’erano due viaggi e settanta t-shirt. Obiettivo dell’iniziativa era quello di consolidare l’immagine amichevole e accogliente della nostra regione. L’iniziativa rischia ora di trasformarsi in un boomerang.
Anomalie e malcontento dei partecipanti all’iniziativa però, fin dalle prime settimane, vengono segnalate all’Assessorato competente. Le polemiche riguardano il piano tecnico dell’iniziativa “per alcuni concorrenti – si legge nella nota - il numero dei voti inizia a superare quello dei contatti. Per cui l’agenzia, già a novembre, corre ai ripari “resettando” i voti in eccesso. Ma il momento più critico coincide con la proclamazione dei vincitori. Da un giorno all’altro la classifica provvisoria viene stravolta e dalle posizioni in area premi, senza spiegazioni ufficiali, sparisce oltre la metà dei nominativi”. Tutti gli altri risultano “squalificati” perché avrebbero fatto i furbi “smanettando un pò troppo con i computer per garantirsi più voti”. Tra i 57 premiati risultano alla fine vincitori anche concorrenti che hanno ottenuto un solo voto. Tutti pirati informatici gli altri? Gli esclusi pretendono chiarimenti.
A rispondere è la Saatchi & Saatchi, in una nota, nella quale spiega come “effettivamente nel novembre 2007 a seguito della segnalazione di alcuni utenti, la società fornitrice ha operato degli adattamenti tecnici al software al fine di garantire il rispetto del regolamento ed il buon esito del concorso” evidenziando poi il successivo monitoraggio e i risultati che “sono il frutto della rigorosa applicazione del Regolamento che imponeva di escludere gli utenti per i quali non vi era corrispondenza tra numero di voti ottenuti e numero di accessi registrati a sistema, ovvero gli utenti che non risultano aver dato contributi". La Saatchi & Saatchi precisa infine “L’anomalia dei risultati registrati potrebbe dipendere da illecite intromissioni nel sistema. Si tratta di un’eventualità eccezionale ed imprevedibile che non può in alcun modo essere ascritta al corretto funzionamento del software e rispetto alla quale né la Regione, né la Saatchi & Saatchi, né tanto più gli utenti partecipanti al concorso, i cui dati hanno subito un’alterazione, possono essere ritenuti responsabili”. In via definitiva pur non essendo responsabili “gli esclusi” alla fin fine tali rimangono. "Nel rispetto dei consumatori e del denaro pubblico speso per tale concorso - commenta Maria Di Saverio - ci auguriamo che il concorso venga annullato e rifatto. Rimaniamo in attesa".
di Moreno Vignolini
02/04/2008
MY STRESS AWARDS: CONCORRENTI STRESSATI O PIRATI INFORMATICI?
2 aprile 2008
Si è concluso a gennaio, con l'estrazione dei vincitori, il concorso on line "My stress awards", con cui la Regione metteva in palio una vacanza in Valle d'Aosta ed altri 71 premi per coloro che dimostravano di essere stressati. Il funzionamento era semplice: i partecipanti dovevano inserire on line delle "prove" con cui dimostrare di essere stressati (filmati, fotografie e così via) e venivano poi giudicati e votati dai visitatori del sito internet. I più votati vincevano i premi in palio tra cui, appunto, un soggiorno nella nostra regione grazie al quale eliminare lo stress e riposarsi.
Ma, c'è un ma. «Nonostante gli oltre 600 partecipanti - commenta una concorrente, Maria Di Saverio, che in classifica era alla posizione 19 - i premiati sono stati appena 57 rispetto ai 72 previsti». «Da un giorno all'altro - spiega - la classifica provvisoria viene stravolta e dalle posizioni in area premi, senza spiegazioni ufficiali, sparisce oltre la metà dei nominativi», compreso il suo. Già in precedenza però sul sito avviene qualcosa di strano: «per alcuni concorrenti il numero dei voti iniziava a superare quello dei contatti, per cui l'agenzia (la Saatchi & Saatchi, che gestisce il concorso, ndr) già a novembre corse ai ripari resettando i voti in eccesso».
«Telefonando all'agenzia - prosegue la concorrente - mi sento rispondere che i miei voti sono stati cancellati perchè sarei una sorta di hacker e nella mia posizione si troverebbe la stragrande maggioranza dei partecipanti al concorso, oltre 500 persone. Insomma, un esercito di pirati informatici esclusi dalla premiazione».
La Saatchi & Saatchi, in una nota, ribatte spiegando che «effettivamente nel novembre 2007 a seguito della segnalazione di alcuni utenti, la società fornitrice ha operato degli adattamenti tecnici al software al fine di garantire il rispetto del regolamento ed il buon esito del concorso». L'agenzia aggiunge poi che «il corretto funzionamento del software è stato oggetto di monitoraggio e controllo durante l’intero svolgimento del concorso senza che siano mai risultate anomalie nella meccanica» e che dunque «i risultati della graduatoria sono il frutto della rigorosa applicazione del Regolamento che imponeva di escludere gli utenti per i quali non vi era corrispondenza tra numero di voti ottenuti e numero di accessi registrati a sistema, ovvero gli utenti che non risultano aver dato contributi». «L’anomalia dei risultati registrati - prosegue la nota - potrebbe dipendere da illecite intromissioni nel sistema. Si tratta di un’eventualità eccezionale ed imprevedibile che non può in alcun modo essere ascritta al corretto funzionamento del software e rispetto alla quale né la Regione, né la Saatchi & Saatchi, né tanto più gli utenti partecipanti al concorso, i cui dati hanno subito un’alterazione, possono essere ritenuti responsabili».
vorrei conoscere lo sviluppatore dietro alla gestine voti, complimentoni!!! Ancora una volta il lato tecnico oscuro colpisce... Che il codice sia con te...
sono uno degli stressatissimi partecipant5i. mi avete fottuto!! sucate!!!!!!!!!
LA VAL d'AOSTA T'HA FREGATO?
VIENI IN VACANZA IN MOLISE...
PEPPINO !!!
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