mercoledì 21 novembre 2007

Appunti sul D-Day

Questa mattina ho fatto un salto da Dada per il D-Day.

In realtà ho assistito solo alla prima delle due tavole rotonde, argomento: "Come sta cambiando l'informazione" moderatore Montemagno e con Paolo Barberis, fondatore e ceo di Dada.net, Peter Kruger, Consigliere New Media Ministero delle Comunicazioni, Mantellini, Antonello Perricone, Amm. Delegato RCS MediaGroup, Marco Pratellesi, Lilli Gruber, Direttore di Corriere.it, Kay Rush e Carlo Verdelli Direttore de La Gazzetta dello Sport.

La sensazione è che, per quanto ci si sforzi di superare una troppo rigida contrapposizione tra giornalisti e blogger, media mainstrem e interntet, in realtà ancora siamo ben lontani da un rapporto di complementarietà.

Da un lato, gli operatori dei media tradizionali mi sembra si affannino a dimostrare come sia in corso una rivoluzione nel sistema dell'informazione, costretto a rivedere le tradizionali modalità di creazione e diffusione della notizia.

In realtà, secondo me, l'uso della rete da parte del sistema dell'informazione appare ancora superficiale e strumentale, i media tradizionali non ne hanno interiorizzato le logiche e la filosofia. Insomma non basta una Google Maps al tg1 o bottone "commenta" sotto all'articolo del Corriere a renderli 2.0...

Insomma la frattura è ancora lontana dall'essere colmata, come dimostrato anche dal dibattito che ne è seguito: alle interessanti osservazioni e alle domande sollevate dalla sala, ad esempio da Napolux sono seguite risposte fumose e confuse...

Interessanti anche gli spunti di dibattito sull'annoso problema del rapporto tra giornalismo e pubblicità, su cui oggi si inizia a dibattere anche tra i blogger. Io trovo però che paradossalmente la rete abbia anticorpi molto più potenti e riuscirà a selezionare con più facilità l'informazione "sana".

Un'altra cronaca dell'evento sul blog di Nicola Mattina.
Un salutino a Elena, scusami se sono scappata senza salutare, sono stata rapita ; p !
E' stato un piacere conoscere Napolux e Luca.

7 commenti:

Max ha detto...

La reazione dell establishment giornalistico al web partecipativo che descrivi mi ricorda quella del mondo pubblicitario (cui peraltro appartengo). We'll see! Ciao!

Alberto ha detto...

Ancora una volta hai centrato i termini del problema, perché ormai la differenza tra giornalismo e pubblicità -soprattutto su internet- è sempre più labile. :-/

Mi avrebbe fatto piacere partecipare o, per lo meno, seguire il dibattito, anche se dubito che il problema sia di metodo rispetto invece alla gestione degli enormi interessi economici a cui l'editoria è legata in un mondo, quello della comunicazione, sempre più competitivo.

Un abbraccio borderline :-)

Elisondo ha detto...

@max
Già, proprio così.
E temo sia un problema tipicamente italiano...

@alberto
in realtà io penso che online sia molto più facile scoprire la differenza tra una marchetta e una segnalazione autentica, no? Forse sono troppo ottimista ;)

[m]m ha detto...

thx per il reportage :)

Elisondo ha detto...

Beh [mini], non sono stata molto obiettiva!




ps: hai visto che roba? non ho mai presenziato a così tanti eventi mondani in vita mia ;)

Francesco ha detto...

Concordo pienamente, anche io ero presente ieri, anche io son rimasto deluso anche se, come ho scritto nel mio blog, non è che mi aspettassi scintille...

P.S. Se il nome del blog corrisponde più o meno alla zona in cui vivi, abitiamo incredibilmente vicini! ;-)

Elisondo ha detto...

Ciao Francesco, bevenuto :)
io invece ero partita tutta colma di buoni propositi. Ma tra il dire e il fare...

ps: ti rivelo un'informazione che potrebbe essere destabilizzante per molti, ma non abitiamo (non più) in via Plinio!

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