Appunti sul D-Day
Questa mattina ho fatto un salto da Dada per il D-Day.
In realtà ho assistito solo alla prima delle due tavole rotonde, argomento: "Come sta cambiando l'informazione" moderatore Montemagno e con Paolo Barberis, fondatore e ceo di Dada.net, Peter Kruger, Consigliere New Media Ministero delle Comunicazioni, Mantellini, Antonello Perricone, Amm. Delegato RCS MediaGroup, Marco Pratellesi, Lilli Gruber, Direttore di Corriere.it, Kay Rush e Carlo Verdelli Direttore de La Gazzetta dello Sport.
La sensazione è che, per quanto ci si sforzi di superare una troppo rigida contrapposizione tra giornalisti e blogger, media mainstrem e interntet, in realtà ancora siamo ben lontani da un rapporto di complementarietà.
Da un lato, gli operatori dei media tradizionali mi sembra si affannino a dimostrare come sia in corso una rivoluzione nel sistema dell'informazione, costretto a rivedere le tradizionali modalità di creazione e diffusione della notizia.
In realtà, secondo me, l'uso della rete da parte del sistema dell'informazione appare ancora superficiale e strumentale, i media tradizionali non ne hanno interiorizzato le logiche e la filosofia. Insomma non basta una Google Maps al tg1 o bottone "commenta" sotto all'articolo del Corriere a renderli 2.0...
Insomma la frattura è ancora lontana dall'essere colmata, come dimostrato anche dal dibattito che ne è seguito: alle interessanti osservazioni e alle domande sollevate dalla sala, ad esempio da Napolux sono seguite risposte fumose e confuse...
Interessanti anche gli spunti di dibattito sull'annoso problema del rapporto tra giornalismo e pubblicità, su cui oggi si inizia a dibattere anche tra i blogger. Io trovo però che paradossalmente la rete abbia anticorpi molto più potenti e riuscirà a selezionare con più facilità l'informazione "sana".
Un'altra cronaca dell'evento sul blog di Nicola Mattina.
Un salutino a Elena, scusami se sono scappata senza salutare, sono stata rapita ; p !
E' stato un piacere conoscere Napolux e Luca.
In realtà ho assistito solo alla prima delle due tavole rotonde, argomento: "Come sta cambiando l'informazione" moderatore Montemagno e con Paolo Barberis, fondatore e ceo di Dada.net, Peter Kruger, Consigliere New Media Ministero delle Comunicazioni, Mantellini, Antonello Perricone, Amm. Delegato RCS MediaGroup, Marco Pratellesi, Lilli Gruber, Direttore di Corriere.it, Kay Rush e Carlo Verdelli Direttore de La Gazzetta dello Sport.
La sensazione è che, per quanto ci si sforzi di superare una troppo rigida contrapposizione tra giornalisti e blogger, media mainstrem e interntet, in realtà ancora siamo ben lontani da un rapporto di complementarietà.
Da un lato, gli operatori dei media tradizionali mi sembra si affannino a dimostrare come sia in corso una rivoluzione nel sistema dell'informazione, costretto a rivedere le tradizionali modalità di creazione e diffusione della notizia.
In realtà, secondo me, l'uso della rete da parte del sistema dell'informazione appare ancora superficiale e strumentale, i media tradizionali non ne hanno interiorizzato le logiche e la filosofia. Insomma non basta una Google Maps al tg1 o bottone "commenta" sotto all'articolo del Corriere a renderli 2.0...
Insomma la frattura è ancora lontana dall'essere colmata, come dimostrato anche dal dibattito che ne è seguito: alle interessanti osservazioni e alle domande sollevate dalla sala, ad esempio da Napolux sono seguite risposte fumose e confuse...
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7 commenti:
La reazione dell establishment giornalistico al web partecipativo che descrivi mi ricorda quella del mondo pubblicitario (cui peraltro appartengo). We'll see! Ciao!
Ancora una volta hai centrato i termini del problema, perché ormai la differenza tra giornalismo e pubblicità -soprattutto su internet- è sempre più labile. :-/
Mi avrebbe fatto piacere partecipare o, per lo meno, seguire il dibattito, anche se dubito che il problema sia di metodo rispetto invece alla gestione degli enormi interessi economici a cui l'editoria è legata in un mondo, quello della comunicazione, sempre più competitivo.
Un abbraccio borderline :-)
@max
Già, proprio così.
E temo sia un problema tipicamente italiano...
@alberto
in realtà io penso che online sia molto più facile scoprire la differenza tra una marchetta e una segnalazione autentica, no? Forse sono troppo ottimista ;)
thx per il reportage :)
Beh [mini], non sono stata molto obiettiva!
ps: hai visto che roba? non ho mai presenziato a così tanti eventi mondani in vita mia ;)
Concordo pienamente, anche io ero presente ieri, anche io son rimasto deluso anche se, come ho scritto nel mio blog, non è che mi aspettassi scintille...
P.S. Se il nome del blog corrisponde più o meno alla zona in cui vivi, abitiamo incredibilmente vicini! ;-)
Ciao Francesco, bevenuto :)
io invece ero partita tutta colma di buoni propositi. Ma tra il dire e il fare...
ps: ti rivelo un'informazione che potrebbe essere destabilizzante per molti, ma non abitiamo (non più) in via Plinio!
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