venerdì 23 novembre 2007

Svendi il mio corpo? tieniti i tuoi prodotti.


Dopo tanto parlare della campagna Nolita di Toscani, che scopro essere stata censurata da una sentenza dello IAP, stamattina ho visto su Sorelle d'Italia di questa campagna firmata da Orange 21 per l’Assessorato alle Pari opportunità di Torino contro lo sfruttamento del corpo femminile.

Head: " SVENDI IL MIO CORPO? TIENITI I TUOI PRODOTTI!"


L'idea è quella di boicottare, attraverso una segnalazione tutte le pubblicità ritenute offensive per l'immagine femminile. D'istinto non è che l'operazione convinca molto, è un terreno molto delicato, in cui la sensibilità e l'ironia personale (del tutto arbitraria) gioca un ruolo essenziale.

Voi cosa ne pensate?



9 commenti:

chia ha detto...

dico che nn è un'idea originale http://www.flickr.com/photos/d0k/602840706/
anche se per veicolare il concetto di mercificazione del corpo è perfetta

chia ha detto...

dico che nn è un idea originale http://www.flickr.com/photos/d0k/602840706/
però come immagine per veicolare il concetto di mercificazione del corpo è perfetto.

chia ha detto...

scusate il doppio commento..ma il primo nn me lo visualizzava

Elisondo ha detto...

Figurati nessun problema, anzi grazie della segnalazione!

Calliroe ha detto...

Non entro nel merito dell'originalità, mi limito a segnalare il fatto che la campagna è sufficientemente simpatica da essere ricordata e sufficientemente etica da aver bisogno di essere appoggiata al 100%

laura.gemini ha detto...

Questa iniziativa dimostra l'esitenza e il vigore di un immaginario becero che riguarda le donne. C'è poco da fare. Secondo me dovevano usare qualcosa di più forte. Altrimenti pubblicità come quella becerissima su carta stampata di Christies "insolite tentazioni" (avete presente?)continueranno e esserci.

Elisondo ha detto...

Mi rendo conto che siano iniziative eticamente importanti, ma confesso che penso abbiano efficacia tendente allo zero...

Roberta ha detto...

Non entro nel merito della creatività della campagna (che comunque non mi dispiace), mi interessa molto invece che qualcuno abbia lanciato una forma di boicottaggio del consumo a partire da una violenza simbolica sul femminile. Mi sembra che non sia una cosa così frequente, il corpo femminile evidentemente non è considerato degno di rispetto quanto il lavoro minorile e l'ambiente. Qui credo ci sia anche una grande ipocrisia della società e dei media mainstream, a cui la pubblicità e la sua creatività è molto legata. Per questo è molto interessante l'idea del boicottaggio, anche se non è chiaro come viene poi organizzato (la segnalazione all'Assessorato Pari Opportunità cosa produce? una segnalazione al gran giurì? bah). L'unica cosa che sarebbe efficace è la traduzione concreta in una sospensione del consumo, che però deve essere manifesta: si deve comunicare chiaramente che non si compra per boicottaggio, altrimenti non serve a nulla.

Elisondo ha detto...

Sono assolutamente d'accordo. Penso che solo in quel modo la segnalazione potrebbe acquisire una qualche rilevanza.

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